Illusioni a motore

Dovrebbe essere scontato ripetere che il solo modo appropriato per frequentare certi spazi della montagna non ancora raggiunti da strade o impianti di risalita consiste nel percorrerle a piedi. Camminare rafforza la conoscenza e mette appetito, occasione splendida per rendere più interessante le proposte gastronomiche estive sparse un po’ ovunque sulle montagne. Muoversi con le proprie gambe accende un piccolo sforzo personale, che agevola il contatto con quello che incontriamo. Eppure ogni qual volta si stigmatizza l’utilizzo di vari mezzi a motore per divertimento, sport o svago (non per soccorso o lavoro naturalmente) si alza la cantilena dei difensori dei diritti di tutti di poter godere del piacere delle alte quote. Non serve ricordare che esistono 8214 impianti di risalita sulle Alpi che già permettono di portarsi in alto, ovunque e senza sudare. Così si dimentica che il piacere di questi luoghi scaturisce da una buona dose di solitudine, dalla fatica per raggiungerli, dal silenzio. Non comprendere il senso di questo benessere, togliendo ogni sforzo alla salita, significa nutrirsi di finzione e pura illusione, perdendo ogni senso della misura e, alla fine, una grande occasione.

 

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