Archive del 2018

Disegno a mano libera

domenica, 16 settembre 2018

Disegnare a mano libera è semplice ed immediato. E’ uno strumento rapido per raccogliere i pensieri, per farne una sintesi, a noi stessi e agli altri.

Con il disegno si può ingannare l’attesa, raccogliere appunti di viaggio o di lavoro, oppure riassumere con un semplice schizzo mappe, idee, progetti e situazioni…

Non si tratta solo di salire verso l’alto

sabato, 15 settembre 2018

Arrampicare in questi luoghi e su questa roccia nata nelle profondità dal mantello terrestre regala felicità. Non si tratta solo di salire verso l’alto, sfidando la gravità, ma di scoprire ambienti e situazioni che altrimenti non si potrebbero conoscere.

 

Sentieri che attraversano le persone

mercoledì, 12 settembre 2018

Lungo il sentiero d’alta montagna appena “allargato” sarà ancora possibile camminare e riaccendere i pensieri?

Ogni nostro spostamento quotidiano si svolge su asfalto e cemento.

Così in pochi giorni i denti della ruspa hanno stravolto un’antica via.

Se i sentieri attraversano le persone come attraversano i luoghi, allora abbiamo perso un’altra grande bellezza e opportunità.

Val Poschiavina – Valmalenco settembre 2018

Arricchire l’insegnamento della montagna

domenica, 9 settembre 2018

Per arricchire l’insegnamento della montagna, del ghiaccio e i fenomeni che lo riguardano, non c’è nulla di meglio che offrire esperienze ed emozioni ad alta e positiva intensità. Mettere il piede sul ghiacciaio e intenderne il respiro, contornare i crepacci, osservare a distanza i crolli di ghiaccio dall’imponente seraccata pensile e assaggiare l’arrampicata su un tratto della fronte, sulle rive di un grande lago proglaciale, sono altra cosa rispetto allo studio su fotocopie sbiadite.

 

Saggezza nell’errore

giovedì, 6 settembre 2018

Non uso sci di legno, scarponi di cuoio, corde di canapa e nemmeno l’ascia da ghiaccio, per fortuna sostituiti da splendidi oggetti che alleviano fatica e aumentano il mio grado di protezione.

Lo stesso vale per l’automobile.

Incoraggiare il recupero di alcune sensibilità che finiamo sempre di più per dimenticare o ignorare, non credo significhi demonizzare la tecnologia ma, al contrario, consente di coglierne appieno utilità e prestazioni.

Nessuno è infallibile e gli errori non possono essere sradicati, al massimo possiamo tentare di anticiparli attraverso la coscienza dei rischi e delle contingenze da metter in atto per affrontarli, possedendo ed attivando quindi una vigilanza spontanea.

Cercare di comprendere quel che accade in natura, scegliere un’opzione tra quelle disponibili e decidere in pochi istanti sono tutti elementi che non possiamo delegare in toto alla tecnologia, così come è impossibile non andare a schiantarsi se prendo una curva a 200 all’ora con l’auto intelligente.

Commettere errori è un fatto normale, anche tra i professionisti altamente istruiti, capaci ed addestrati. La formazione e l’esperienza non eliminano la disposizione a sbagliare, ma possono cambiare la natura degli errori commessi e aumentano la probabilità di riuscire ad attivare compensazioni di successo.

Ritratti

lunedì, 3 settembre 2018

Bianco e nero, curve di livello, tratto forte, sfumo e tratteggio trasformano un foglio di carta in un incredibile ritratto di forme, rocce, torrenti e ghiacciai scomparsi.

Sul fondovalle riappaiono sentieri dimenticati e frazioni ora conglobate in una piastra urbana pressoché continua.

Carta IGM 1.50000 anno 1890

IGM 1.50000 anno 1890

“FORESTALI VERDI, CELSO CAROGNA”

martedì, 28 agosto 2018

Subito dopo l’alluvione del 1987, nel trambusto collegato con la ricostruzione dopo i danni arrecati dalla furia delle acque, una strada comparve al posto del vecchio sentiero di collegamento con l’Alpe Val Poschavina, in Valmalenco. Si racconta che un alpigiano dalla schiena dritta e il Corpo Forestale che denunciarono il blitz della ruspa e lo sconcio irreversibile, si ritrovarono quest’epiteto pennellato col minio su un grosso masso all’ingresso della Valle: “FORESTALI VERDI, CELSO CAROGNA”

La scritta venne poi cancellata, ma risulta ancora ben visibile la chiazza rossa che la rende non più decifrabile…

Leggo ora del progetto di “allargamento dell’esistente sentiero di collegamento dei pascoli dell’Alpe Poschiavina”, in pratica un prolungamento dell’accesso carrabile verso le alte praterie che, con un iter “tortuoso”, tra rifacimenti progettuali e bocciature da parte della Commissione del paesaggio, è giunto alla fase esecutiva.

Non serve ricordare che queste opere, pur animate delle più nobili intenzioni, si sono in passato rivelate come orride strade che hanno preso il posto dei sentieri preesistenti. Piste realizzate in fretta e furia dal ruspista, prive di qualsiasi attenzione e cura, senza aver considerato come i denti dell’escavatore in pochi attimi possono distruggere il lavoro fatto dalla natura nel corso di innumerevoli millenni.

Certamente l’iter di approvazione avrà tenuto conto della delicatezza dei luoghi, dove ogni azione incauta non può che essere irreversibile, ma troppe volte abbiamo visto come la mancanza di adeguate risorse abbia compromesso al ribasso l’analisi, il rilievo, la progettazione e l’esecuzione a regola d’arte.

Basteranno 43.937,71 euro (importo dei lavori) a impedire il sacrificio delle incredibili tracce di mulattiera selciata che si rinvengono lungo la prima balza oltre l’alpeggio? Segno probabile dell’importanza dell’antica carovaniera di collegamento con la Val Poschiavo? A contornare con perizia e sapienza zone umide tempestate d’eriofori e rocce montonate? A non tramutare porzioni di pasture pregiate in una striscia polverosa e invasiva?

Siamo certi che consentire l’avvicinamento con queste modalità dei mezzi motorizzati all’alpeggio e ai pascoli porti un reale beneficio per i luoghi e per chi vi abita?

Nel dubbio invito tutti i frequentatori di questo magnifico angolo della Valmalenco a vigilare sul corso dei lavori, osservare e fotografare ogni azione sospetta, ogni masso frantumato, ogni solco incauto lasciato nella terra.

Raccoglierò volentieri tutte le testimonianze fotografiche.

P.s. Nel 1987 dare del “verde” a qualcuno equivaleva ad un insulto, forse lo è ancora..?

Sfoltire i pensieri allo Spazzacaldera 2487m

martedì, 28 agosto 2018

Afferrare il granito magnifico dello Spazzacaldera aiuta a sfoltire i pensieri. Fessure, camini e spigoli si susseguono fino alla famosa guglia sommitale, sospesa sopra la Val Bregaglia, da affrontare ricercando il proprio centro di gravità.

Indizi per trovare la via

domenica, 26 agosto 2018

Più che consultare relazioni, tracce GPS, fotografie, discussioni su forum e APP di ultima generazione, risulta più comodo, immediato e utile riferirsi alla biografia e periodo dei primi salitori e seguire i solchi incisi sulla pietra, lasciati da generazioni di alpinisti, prima con gli scarponi chiodati, poi con i ramponi, un po’ come i segni lasciati sui gradini consunti dentro le chiese da chissà quante processioni di fedeli nel corso dei secoli…

Incidenti in montagna e negli ambienti naturali

domenica, 26 agosto 2018