Líberati dalla noia

La noia, si sa, è funzione della mancanza di consapevolezza. La noia produce insoddisfazione permanente, inquietudine, impulso continuo per passare ad altro, alla nuova moda del momento, con l’illusione di poterla sconfiggere.

Così lo sciatore annoiato, incapace di cogliere tutte le cose sorprendenti che popolano i luoghi rari che va frequentando, li banalizza, raggiungendo le vette in elicottero, distruggendo in un attimo la loro atmosfera preziosa. Perché allora non dimostrare a noi stessi, prima che agli altri, che è possibile frequentare i pochi luoghi rimasti lontani dal rumore, con i mezzi più semplici, come i piedi, le gambe e il cuore? Forse solo così si potrà scoprire quell’armonia che il fugace trasporto aereo rende invisibile.

Solo sentendo la Terra sotto ai piedi possiamo entrare in un rapporto vivo con i luoghi, per consentire il ricordo e, perché no, un miglior ritorno. Sappiamo bene che colonne d’auto intasano le strade di fondovalle e il mondo intero è travolto da aggressioni ben più gravi di qualche svolazzo. Questo non può essere l’alibi, la magra giustificazione all’utilizzo per divertimento del motore in montagna ma, al contrario, rafforzare l’invito a muoversi leggeri negli spazi alti, aperti alla silenziosa scoperta della montagna.

Nella foto: giovani scialpiniste e gruppo in partenza dalla capanna Marinelli al Bernina

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