Le gracchie del Bernina

Quando si attende la sera, acquattati fuori, ai piedi della vecchia Capanna Marco e Rosa guardando il tramonto, sempre ci si imbatte nelle le incredibili evoluzioni dei gracchi alpini.

Mentre li osservo, appoggiato alle assi di larice ormai simile a pietra della parete del vecchio vecchio rifugio, a picco sopra il ghiacciaio di Scerscen superiore, il pensiero va ad una delle migliori descrizioni di questi acrobati dell’aria che abbia mai letto: “Rieccola, dal nulla. Viene su dal versante svizzero, con un colpo d’ali, aiutata dal refolo di vento leggero che scala la parete. Ci guardiamo, l’immoto pesante sacco di carne ed ossa che faticosamente è giunto fin lì ed il pugno di nere penne che d’un subito può andare e venire in verticale.” (Le gracchie del Bernina – 1956 | Racconto tratto da “C’è sempre per ognuno una Montagnadi Giancarlo Bregani.

Alberto Bregani è un grande fotografo di montagna, specialista del bianco e nero. Tra i progetti futuri ha intenzione di far rivivere il racconti del padre Giancarlo attraverso nuove fotografie, sostituendo le foto di allora e riproponendo il racconto con nuovi scatti lungo le tappe dei luoghi narrati. Buon lavoro Alberto!

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