Archive del 2015

Autunno mellico

domenica, 27 settembre 2015

Degno inizio dell’autunno mellico, la miglior stagione per l’arrampicata nella valle di granito, con la salita di Uomini e Topi con la variante Baader (Meinhof) alle poco frequentate Placche dell’Oasi. Qui si trovano le placche di granito più solitarie, intervallate da larici sospesi, con il piacevole rientro attraverso il bosco rado che sovrasta il sentiero dell’Alpe Pioda.

 

Gole dello Scerscen

martedì, 18 agosto 2015

Lo stupore di una camminata con meteo incerto, tra pioggia e schiarite, nasce dall’accentuazione dei profumi del bosco, dalle luci inconsuete e dal colore vivido di felci e muschi saturi d’acqua. Se a ciò aggiungiamo un percorso selvaggio come quello delle gole dello Scerscen ecco che ci ritroviamo in un percorso inedito e tutto da scoprire. Da Franscia (1500m) il tracciato si sviluppa in buona parte lungo un esposto saliscendi tra le rocce a picco sulla forra scavata dal torrente Scerscen, che raccoglie le acque di fusione dei ghiacciai del Bernina, attraversa boschi sospesi d’abeti degni della miglior saga dei Troll, popolati di funghi, tane e rane. Qualche passaggio d’arrampicata e un ponticello aereo conducono verso l’antico alveo “morto” del torrente, dove si continua lungo un vero e proprio canyon roccioso ormai colonizzato dalla vegetazione, fino a sbucare sulle radure che preludono alla grande spianata alluvionale di Campascio (1850m), poco sotto l’Alpe Musella (2021m).

Grandi spazi del Bernina sud

venerdì, 14 agosto 2015

La crepaccia terminale sopra il plateau di Fellaria è una voragine, ma con qualche acrobazia riusciamo a scavalcarla puntando dritti al colletto che separa il Palù occidentale dal centrale, per poi raggiungere in breve la vetta. La traversata lungo i vasti e selvaggi apparati glaciali del Bernina sud è sempre avventurosa e solitaria, a tratti il percorso si fa labirintico nel dedalo di crepacci che si aprono a “fisarmonica” ad ogni leggero cambio di pendenza. Poi è la volta del Bernina, lungo la cresta ormai ininterrotta di diorite, graffiata dai ramponi nel corso di innumerevoli passaggi..

Disgrazia express

domenica, 9 agosto 2015

In montagna ragiono a dislivelli, quasi mai penso ai chilometri fatti. Per questo mi ha incuriosito leggere il “contatore” di Andrea che indicava 30260 passi pari a 25,35 Km. E la distanza in andata e ritorno tra Preda Rossa e la sommità del Disgrazia, raggiunta ieri mattina direttamente dal fondovalle con una bella cavalcata notturna, nelle uniche ore che danno un po’ di respiro anche in quota, in questa estate rovente.

Corda Molla al Disgrazia 3678m

sabato, 1 agosto 2015

Dal bivacco Oggioni la cresta percorre ondulata una serie di solidi gendarmi di serpentino rosso sino alla “scimitarra”, la cresta nevosa che porta dritta sotto le rocce di vetta!

Mostra Castiglioni a Chiareggio e suggerimenti di percorso

domenica, 26 luglio 2015

A fine mese Chiareggio ospiterà la mostra su Castiglioni che terminò il suo ultimo viaggio poco sotto il passo del Forno.

Un insolito sguardo dall’alto, per buoni alpinisti, lo si può avere percorrendo due scalate scelte, panoramiche e isolate che si affacciano sopra a questi luoghi ricchi di storia alpinistica.

Cima di Valbona 3033m da salire per lo sperone Est – nord –est meglio nota come Gervasutti, salita dal Fortissimo nel 1933 con una interessante arrampicata su un bellissimo granito.

Traversata Cima di Vazzeda 3297m – Cima di Rosso 3369m, dell’inossidabile Christian Klucker (1882) su una cresta aerea e dall’incredibile varietà geologica: mai vi capiterà di scalare su tante rocce diverse in un sol giorno!

Signorina Felicita alla Capanna Marinelli al Bernina

giovedì, 23 luglio 2015

Felicita, meglio nota come zia Cici, raccontava spesso delle estati trascorsi alla Marinelli ad accogliere alpinisti ed avventori a cavallo tra le due guerre. Cuoca raffinata e lavoratrice instancabile, da ragazza era addetta al trasporto dell’acqua che un tempo era prelevata dalla scaturigine alimentata dalla fusione delle nevi, posta tra le pietraie molto più a valle del rifugio. Acqua che veniva trasportata a spalla, per mezzo del “bagiul”, un arnese di legno con due ganci alle estremità che serviva per portare sulla spalla in perfetto equilibrio due secchi di acqua insieme…

Arrampicare al “Toro Seduto” in Val Poschiavina 2200m

giovedì, 16 luglio 2015

Se la percezione dei luoghi va oltre l’azzurro del cielo e il la frescura d’alta quota ecco che i pascoli e le sassaie a oltre 2000m si trasformano in luoghi indimenticabili. Il nome fantasioso della struttura “Toro Seduto” richiama la varietà di forme del serpentino forgiato nei millenni dal lento lavorio di ghiacciai scomparsi. La roccia è perfetta, così come l’esposizione a Nord ovest della parete, ideale per questi giorni roventi.

Tempo, silenzio e laghi turchese al Pizzo Rachele 2998m (spigolo Est-sud-est)

venerdì, 10 luglio 2015

Scordatevi la corsa al parcheggio, ticket, funivia, prenotazione obbligatoria, turno per la cena assordante, camerate asfissianti, coda ai cessi e fastidiose processioni lungo la via…Il nostro lussuoso bivacco vista lago è posto al riparo di un grosso masso, forse un ricovero dei minatori delle antiche e dimenticate miniere metallifere di Sassersa. Sassersa significa “sasso arso”, qui è il trionfo delle tonalità rossastre dovute all’ossidazione superficiale delle rocce (serpentinite) ricche di minerale ferroso. Siamo gli unici abitanti di questo spazio lunare che contrasta con il turchese dei laghi. La est del Rachele è la più bella salita classica su roccia in quota della Valmalenco, la vista è magnifica e la roccia pure, solida ed aderente, specie nella parte alta. La vetta sta proprio di fronte al Disgrazia 3678m.

 

Bernina rovente

lunedì, 6 luglio 2015

La neve è cedevole e si affonda sin dalle prime luci dell’alba risalendo il ripido canale di Cresta Guzza che porta alla Capanna Marco e Rosa, il più alto rifugio di Lombardia. La giornata è magnifica, ma l’assenza di gelo notturno anche a quote elevate rende la marcia più faticosa del solito. Dante, esploratore di luoghi lontani e trailrunner di lungo corso segue senza affanno, concentrato ed attento ad ogni passo. La cresta è affilata e sinuosa ed è piacevole superare il risalto roccioso sotto la vetta italiana scalando su una diorite insolitamente calda e piacevole al tatto. Meglio trovar rifugio sulla roccia nei prossimi giorni, in attesa che un po’ di fresco rinsaldi neve e ghiaccio.