Montagna da piccolo schermo

Simone Moro nell’intervista d’esordio del nuovo reality ambientato in alta quota sostiene correttamente che la montagna “è l’unico luogo di libertà rimasto”, aggiungendo che è “di tutti e per tutti”, forse dimenticando di ricordare che la montagna però richiede comportamenti e misure specifiche nel rispetto della sua diversità. Mi par assai rischioso, per analogia come percorrere una parete himalayana sotto un seracco pensile, darla in pasto al sottoprodotto della tv, dove si fatica a non vederla ridotta a piccolo scenario di “imprese” umane, troppo umane. Lo stesso Simone sostiene che la trasmissione non “vuole snaturare quel che è la montagna e l’alpinismo” anche se l’agghiacciante trailer del programma pare il preludio di avventure alpestri non propriamente in sintonia con il carattere “alto”, appartato e selvatico delle vette.

A questo punto non ci resta che una buona (?) visione.

Cattura

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