Archive del 2013

Valmalenco: le porte dei Crun

domenica, 27 ottobre 2013

La vecchia e abbandonata scuola di Ciappanico, decorata con fascio littorio, è posta proprio di fronte alla grande frana della Val Torreggio. Da qui si imbocca il sentiero che il taglia il ripido versante a mezzacosta e nel breve spazio di poche centinaia di metri attraversa un paio di ripide vallecole che indicano importanti confini geologici segnati dalla presenza inusuale di chiare pareti di marmo. L’antico piano pedonale, fatto per il transito del bestiame, è quasi scomparso; solo il passaggio dei cervi mantiene un’esile traccia che conduce al solitario e abbandonato maggengo dei Crun: una dozzina di case dal tetto crollato, un tempo adibite a dimora agricola nelle stagioni di mezzo, appollaiate su una magra radura sopra la valle. Il prato è ingiallito e un grosso sambuco cresce tra i muri a secco crollati fatti di gneiss, serpentino, diorite e una curiosa pietra bianco-verde dal nome impronunciabile: metagabbro di Fedoz. Tra i ruderi si osserva quel che resta delle robuste porte di legno che presentano un singolare incastro a coda di rondine diffuso nelle vecchie case d’alpe della media Valmalenco. Mic

Sasso di Remenno

domenica, 20 ottobre 2013

Quando l’esploratore ottocentesco inglese Douglas William Freshfield si affacciò sulla linea di cresta dei pizzi del Ferro, tra Bregaglia e Valtellina,  scorse verso sud nel fondovalle una forma imponente, così grande da scambiarla per una grande costruzione, addirittura un grand’hotel. Invece di un grand’albergo era il Remenno, un masso gigantesco, una sorta di enorme cubo alto una cinquantina di metri, risultato di antiche ciclopiche frane. Il Remenno è ora conosciuto come uno dei più grandi monoliti d’Europa, un vero e proprio monumento naturale che vale una visita, anche per chi arrampicatore non è. Mic

 

Rolly e la Valmalenco – un ricordo

martedì, 15 ottobre 2013

Conservo gelosamente il libro “Parole Bianche” con la dedica preziosa che mi fece Rolly Marchi, corredata con tanto di disegno del profilo frastagliato delle guglie calcaree della Grignetta: “…un cordiale ricordo e con tanti auguri (anche ai caspoggini!)”. Era il ’97 ai Resinelli, durante il Meeting della Montagna. In più occasioni lo incontrai nel corso di numerose iniziative culturali e sportive legate alla montagna e sempre era l’occasione per conoscere qualcosa della sua sterminata esperienza giornalistica, di uomo, alpinista e sciatore votato alla montagna e allo sci. Son cresciuto sulle nevi di Caspoggio e conoscere il promotore di quel laboratorio d’avanguardia sciistica chiamato Sci Club Topolino, nato nei primi anni sessanta a Caspoggio, fu per me un privilegio. Una piccola fucina per grandi sciatori, che in pochi anni fecero man bassa di vari titoli italiani di categoria e raggiunsero la Nazionale. Un’esperienza probabilmente insuperata di vera identità alpina, che trovò partecipe l’intera comunità attorno ad una trentina di bambini “dagli occhi innocenti e dal cuore ardente” che trasformarono Caspoggio in stazione invernale capitale dello sci d’agonismo. Michele Comi

 

Climbing in the rain

lunedì, 14 ottobre 2013

Sotto l’acquazzone di questi giorni diventa difficile trovare pareti per arrampicare. I più motivati si rintanano nelle sale indoor, altri più semplicemente cambiano attività… Per chi vuol mantenere le mani sulla roccia esistono alcuni luoghi perennemente al riparo dalla pioggia. E’ il caso della falesia del Valdone, dove una manciata di tiri rimangono perennemente asciutti. Si tratta di una delle palestre d’arrampicata più vicine a Sondrio, all’imbocco della Valmalenco. Mic

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A scuola di montagna

giovedì, 10 ottobre 2013

Una bella e tiepida mattinata autunnale attende i ragazzi della terza classe della scuola primaria di Chiesa in Valmalenco per una lezione “open air”. Si presentano in fila ordinata, accompagnati dalle insegnanti Barbara e Argentina. Da qualche anno sugli arredi della piazza sono stati collocati dei cartelli che indicano lungo i quattro punti cardinali le principali vette dei gruppi Disgrazia, Bernina e Scalino con i nomi e le date dei primi salitori. Un bel messaggio che rimanda ai luoghi alti e alla loro bellezza. Per gioco raccontiamo le storie delle avventurose esplorazioni dei primi lontani viaggiatori, conquistatori delle nostre montagne e inventori dell’alpinismo. Poi ci si incammina verso il grande parco verde di Vassalini per affrontare giochi d’equilibrio, camminando su una “slackline” tesa tra una roverella ed un acero, come se ci trovassimo sull’affilata cresta sommitale del Bernina. Alla fine ognuno completa ed arricchisce il profilo delle vette di Valmalenco, che campeggia sul logo istituzionale di valle, con toponimi, quote altimetriche e splendidi tocchi di colore. Mic

Un caminicolo sulla Via Leni allo Spazzacaldera.

domenica, 29 settembre 2013

Dopo i fasti estivi trascorsi in barca a vela tra i marosi del Mediterraneo, alternati a prestigiose scalate: il Diedro Fehrman al Campanil Basso del Brenta (il quarto grado più difficile delle Alpi) e L’Aguglia (Il Cervino della Sardegna), il Dott Clara, “Sandrino per le donne”, è tornato più agguerrito che mai, domenica 22 settembre. Obiettivo della giornata era: evitare la folla e sfruttare la coda dell’estate settembrina splendidamente calda e ancora godibile in quota. La scelta è andata sulla via Leni allo Spazzacaldera, un vero gioiellino da non lasciarsi scappare, con granito della migliore qualità e passaggi in placca e diedro di difficoltà mai banali; “Dulcis in fundo” un aggettante camino. Tra tutti i tipi di arrampicata quella “del camino” è la più maschia: una sorta di lotta che si fa contro la roccia utilizzando tutte le parti del corpo possibili ed immaginabili. “Chiappa e spalla”, manate premute dalle leve dei gomiti, uso ruvido delle ginocchia (bandito scioccamente da tutti i manuali d’arrampicata), delle orecchie e, se capita, anche delle più intime parti virili, sono i segreti della progressione, psicologicamente supportati  da stentorei grugniti, alternati ad urla di sfida. Sandrino ha applicato alla lettera e con decisione ogni suggerimento. Perfino il mantra “CAMINICOLO, SONO UN CAMINICOLO!!!! “urlato con poderose vibrazioni che raggiungevano verso sud il lontano spartiacque alpino delle cime di Zocca e di Castello, ha contribuito efficacemente al superamento delle difficoltà. Masescu

 

Monte Disgrazia – canalone Schenatti e cresta Ovest nord ovest (via normale)

sabato, 28 settembre 2013

Grazie al perfetto tempismo dell’amico Giuliano martedì 27 settembre abbiamo centrato una delle migliori salite della stagione, cogliendo la salita al Picco Glorioso in una giornata incredibile. Aria tersa e il cielo blu autunnali, conditi con una coltre di neve recente ben assestata lungo il ghiacciaio e le creste, il gelo notturno che “cementa” alcuni tratti di rocce rotte e una mite temperatura diurna, senza vento. Insomma un mix difficilmente ripetibile! Piacevole come sempre la compagni di Giuliano in parete che, seppur senza dislivelli significativi nelle gambe, ha stretto i denti in salita e dato prova di posseder un passo agile e leggero nei passaggi più tecnici e, cosa non comune, nei tratti esposti in discesa, per cui siamo serenamente rientrati alla Ponti per il pranzo. La giornata si è conclusa con il rientro lungo la valle di Preda Rossa, ormai colorata d’autunno, con un pediluvio rigenerante nell’acqua gelida del torrente che ricama con favolosi meandri la piana terminale. Mic

Monte Disgrazia sulla copertina dell’ultimo Alpine Journal

venerdì, 27 settembre 2013

Nel lontano 1863 il primo articolo dell’allora nuova e prima rivista di alpinismo al mondo (l’Alpine Journal) riportò il racconto della salita al Disgrazia. Sull’ultimo numero della medesima rivista, del più antico ed autorevole sodalizio alpinistico al mondo (l’Alpine Club britannico), al Picco Glorioso viene ora dedicata l’intera copertina con un dipinto di Kim Sommerschield e un vasto resoconto nelle pagine interne. Mic

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Pizzo Palù

mercoledì, 25 settembre 2013

L’Albertone Schiera è ormai un compagno di avventure consolidato, che da qualche anno non manca l’appuntamento con l’arrampicata o con l’alta montagna. E’anche un buongustaio perché sceglie sempre periodi fuori stagione per godersi in solitudine la bellezza dei monti. Abbiamo iniziato sette o otto anni fa con una scalata allo Spigolo Vinci del Cenalo, poi abbiamo colto delle indimenticabili giornate autunno-primaverili in Val di Mello su Kundalini, Luna Nascente, Giardino, Patabang, Self Control……Come capita a chi vive insieme l’esperienza della montagna siamo diventati amici: a lui piace parlare della sua bella e articolata famiglia (a proposito suo figlio Luca è un emergente dell’alpinismo italiano: prima salita alla Torre Egger, spedizione estiva in Pakistan….), alla quale appartiene anche una nonnina veramente anziana, autrice di guanti di lana rossa che, per la loro bellezza, vengono passati da una generazione all’altra. Alberto ha una visione cristiana della vita, però gli piace sentire la versione delle cose dell’Anticristo Masescu. Questa volta ha scelto una bella scampagnata nell’alta quota dei Pizzi Palu’, in una giornata strappata con i denti al meteo, con una affascinante alternanza di caldo e di freddo, di scenari spettacolari e di fitte nebbie, che sono il sale e la bellezza dell’alpinismo. Masescu 347/3205499

Bernina 4050m – Biancograt

lunedì, 23 settembre 2013

Archiviato il mese di agosto con una bella salita alla “Biancograt del Bernina” in condizioni favolose. Le nevicate dei giorni precedenti avevano steso un bel manto nevoso che ha permesso: di usare il  veloce canale che porta alla “Forcla Prevliusa”, di ammorbidire l’irritante uso dei ramponi sulle parti rocciose, di trasformare in una comoda scalinata,che si poteva fare anche senza ramponi, la ben nota “Crest’Alva”. Morale della favola, poco più di sei ore alla vetta e arrivo in Marco e Rosa alle 11 di mattino per un bell’aperitivo. Compagno di avventura Lorenzo (Laurent), gagliardo quarantino da Ginevra di origini bellunesi, appassionato sciatore alpinista d’alta quota e assiduo frequentatore dei Quattromila dell’Oberland Bernese. L’unico  limite del mio valoroso compagno è stato quello di essere astemio, ciò mi ha costretto a scolare in solitaria l’ottima bottiglia di Valgella del produttore Mottalli, prima di coricarmi nel camerone “Piz Umur” della Capanna Cerva. Sulla via del ritorno, arrivati in fondo alla “Fortezza” verso le tre del pomeriggio, un po’ rallentati dalla gran ressa di cordate, abbiamo optato per la discesa diretta sul Morterasc: è una bella mazzata perché bisogna scendere  lungo una orribile morena spaccagambe, però si evita la fastidiosa risalita al Diavolezza e l’assillo  di perdere l’ultima discesa con la funivia. Allietati dal poderoso suono di due enormi corni svizzeri siamo arrivati  alla stazione del Morteratsch poco prima delle sei di sera, con una tempistica di tutto rispetto. Masescu