Archive del 2010

8A

sabato, 30 ottobre 2010

Se guardiamo il livello di difficoltà raggiunto dall’arrampicata sportiva moderna, salire un 8A al giorno d’oggi è un gioco per ragazzi e fitness per signore. Sempre più numerosi baby arrampicatori raggiungono il grado otto  nell’arco di un paio di stagioni. L’ottoa a vista (salito al primo tentativo senza informazioni preventive sulla via) è il requisito minimo di chi si professa arrampicatore sportivo di alto livello… Ciò nonostante, per chi ha iniziato agli albori dello sport climbing, il fatidico 8A o X- rappresenta ancora simbolicamente il mondo dell’alta difficoltà e evoca le imprese dei vecchi guru come Gullich, Moffat, Edlinger…Ecco quindi che ci si sente felici come pischelli dopo aver assediato e salito questo bello spigolo di solido gneiss alla falesia del Valdone, all’imbocco della Valmalenco. Mic

“Monstre”

mercoledì, 27 ottobre 2010

Ottima raccolta funghi in quel paradiso terrestre dell’arrampicata che si chiama Yosemite Valley. Breve premessa: facendo la guida, oltre ai clienti “prestigiosi”, ho avuto l’occasione di accompagnare e in un certo senso di creare un tipo di clienti della categoria “Monstre”: talmente presi e folgorati dalla montagna  che, in alcuni campi, sono diventati più bravi di me. Nonostante non mi fruttino più neppure un copeco, con tutti loro siamo rimasti amici e continuiamo a frequentarci, a cena tra famiglie  nelle feste comandate, dove ricordiamo i vecchi tempi, oppure in montagna per vicendevole diletto. L’ultimo “Monstre” della serie, che è venuto a disturbare i miei piani di una serena decadenza arrampicatoria, è senza dubbio l’Andrin Sommaruga, assicuratore in quel di Rho. Andrin ha iniziato ad arrampicare nell’autunno 2001 (bei tempi nei quali lo impressionavo divertendomi sulle vie classiche della Val di Mello) e alla seconda scalata, esattamente all’attacco di Cattoalcolisti, mi ha chiesto se in primavera saremmo potuti andare in Yosemite. “Stu chi l’è matt” pensai tra me e me facendo finta di consultare l’agenda prima di confermargli la mia disponibilità. Così nella  primavera  del 2002  mettiamo  subito in atto la prima scalata “seria”: la via Salathe al Capitan, 33 lunghi tiri che si insinuano lungo il monolite più famoso del mondo. L’Andrin arrampica da secondo sul Free Blast (la prima decina di tiri) per poi salire coi Jumar dall’Hollow Flake in su. Tutto sommato non male come introduzione alle vie d’ambiente  e prima pietra  di una escalation arrampicatoria impressionante. Il 2003 è la volta del Nose che tira da capocordata per circa un terzo, mentre nel 2004 pianta il primo chiodo della sua vita sul primo tiro di Zodiac (bella scuola) tirandosi da capocordata metà della via. Come nella grande tradizione pugilistica americana (Boom Boom Mancini, Sugar Ray Leonard, Marvin Hagler Marvelous…..) inizia la sfilza di soprannomi che gli amici cominciano ad appioppargli diventando così “Andrin testadecazz Sommaruga” da pronunciare con la dieresis sulla u. Nel 2006 saliamo la regular NW all’Half Dome in un giorno più una mezza mattinata ed ormai mi fa andare da capo solo per dare il contentino al vecchio zio. Nel 2007 mi coinvolge nell’arrampicata libera con la  salita alla Salathe-Steck sulla Sentinel Rock , un orribile susseguirsi di camini e fessure offwidth che, a parte la grande soddisfazione, hanno l’effetto di spremerti come la centrifuga di una lavatrice. Ce la giochiamo ancora più o meno alla pari, ma capisco che “l’Andrin” sta prendendo il volo. Qualche giorno dopo andiamo a rilassarci sulla “Lurking Fear” al Capitan, che saliamo in bello stile, bivaccando la prima notte su una scomoda cengetta al decimo tiro. Dormiamo così-così, ma la  strategia  ci permette di lasciare a casa l’ingombrante portaledge  e di entrare nel club dei “Faster parties”. Ormai ci si alterna da capocordata non più come nel rapporto guida-cliente, anzi è tanta la fame di roccia dell’Andrin Testadecazz che alla fine me ne lascia non più di un terzo da capocordata. Nel frattempo frequenta degli arrampicatori americani che gli insegnano i trucchi del mestiere sulle infami fessure e nei camini yosemitici. Lui beve come un morto di sete tutti gli sgami del mestiere, diventa sempre più bravo e a sto punto per gli amici il suo nome si evolve in “Andrin Testadecazz Lucumutiva Sommaruga”, per la progressione inesorabile sulle fessure. Io ormai lo seguo nei suoi deliri, sbuffando, grugnendo e soffrendo la trasformazione catartica del considerare le fessure , non più dei meravigliosi luoghi dove inserire friend e nut ai quali attaccare serenamente una staffa, ma delle nere ed ossessive vie per l’inferno da affrontare in arrampicata libera. Il mio braccione si ingrossa a dismisura su New Dimension (dove linka i tiri), Butterball,  Moratorium, English Breakfast, Crack a go-go…….. tutti gioielli della leggendaria arrampicata libera americana. Per farla breve: se l’arrampicatore medio europeo si muove al primo impatto con Yosemite su difficoltà medie di 5,8 il nostro ( un vero maestro nella veloce arte di proteggersi coi friend)  ormai si porta a casa serenamente il 5.11d  a vista, che è un grado enorme e non corrisponde mai e poi mai al grado equivalente della scala francese. E veniamo agli anni più recenti: Andrin  si è costruito una bellissima casa a Yosemite West, a mezz’ora dal Capitan e a un quarto d’ora dal  Rostrum, che ormai sale con la stessa disinvoltura di Luna Nascente. In questo modo riesce finalmente ad eliminare la fastidiosa limitazione del soggiorno in valle (contingentata a due settimane) e le penose code per prendersi un posticino a Camp 4, per dedicarsi con maggiore serenità alla cura yosemitica. Lusingandomi con false  promesse di scomodi bivacchi su dure vie in artificiale che sarebbero (ancora per poco) terreni a me più congeniali, mi invita in Yosemite a metà dello scorso settembre. La trappola scatta non appena prendo posizione nel morbido lettone dal quale domino attraverso le enormi vetrate del soppalco la Sierra Nevada.  Mi rendo conto che sarà ben difficile abbandonare le mollezze dei bivacchi al Pio Albergo Sommaruga per andare a bivaccare su qualche misera cengia.  Quindi niente Big Wall, ma un menù a base delle assurde vie scelte da quello che ormai è diventato “Andrin Testadecazz Artiglio Sommaruga”. La raccolta funghi inizia cazzeggiando su Red Zinger (5.11d prima libera di Ray Jardine) e Meatgrinder, un selvaggio diedro di 5.10c in grado di togliere il fiato a più di un nostro top climber. Complici le corde sempre più lunghe che Artiglio-Lucumutiva acquista, saliamo il Rostrum all free, linkando i primi 4 tiri in due lunghezze “monstre” da 50 metri e passa. Impietosito dallo zio, Testadecazz abbassa per un attimo il tiro e saliamo, finalmente in alternata, il Northeast Buttress dell’Higher Cathedral, 11 tiri di bellissima arrampicata (il più bel 5.9 di Yosemite) finalmente più umana.Ma la serie di polpette avvelenate è dietro l’angolo: così negli ultimi tre giorni del nostro soggiorno saliamo la dura Hearth of Stone al Fairview Dome, con un diedro di 5.12 mancato per un soffio da Artiglio Sommaruga e la lunga  e intimidente (con una corda sola e senza possibilità di calata) West Face del Capitan, dagli obbligatori duri e dalla relazione sommaria. Per non fare troppo tardi nelle ormai corte giornate autunnali, ho obbligato Lucumutiva a sporcare la sua impeccabile salita all free della via obbligandolo, sul tiro di 5.12, ad una onesta e più veloce mungitura di quei favolosi ed comodissimi attrezzi che rispondono al nome di friend. Siamo scesi dal Big Bros alla luce delle pile arrivando a casa in tempo  per la cena. Alla fin della fiera, quello che mi piace di questa storia è: da una parte la soddisfazione di aver contribuito a liberare il mostro, dall’altra il fatto che L’Andrin non è un “Simuladuu” termine usato in Valmalenco per definire un soggetto dedito  all’autoreferenzialità. Lui arrampica per il piacere di arrampicare e ha solo voglia di migliorarsi: il resto non gli interessa. Infine devo dire che accompagnarlo nei suoi deliri arrampicatori fa bene anche a me, perché tirare per tre settimane di fila le braccia nelle fessure yosemitiche mi ha veramente allenato. Mi sarebbe piaciuto un sacco impressionare qualche ignaro cliente su Oceano Irrazionale, il più bel 5.7  della Val di Mello. Peccato che la stagione sia ormai finita.

P.S Testadecazz Artiglio Sommaruga, in compagnia del suo inseparabile amico Gnerrone, l’estate scorsa ha scoperto in Piemonte una  falesia, incredibilmente vergine, piena di fessure dove ha aperto delle bellissime linee con tiri lunghi anche 40 metri e spit solo alle soste. Le “grada” con umiltà, attenendosi strettamente ai canoni “americani”, attirandosi così severi anatemi  e irritando non pochi top climber che hanno difficoltà a salire su “banalissimi” 5:10d. Provare per credere! Masescu

Outdoor training

sabato, 16 ottobre 2010

Due giorni con il team direzionale di IKEA Italia nella quiete autunnale dell’Alpe Musella.

Rispetto della natura e semplicità sono stati i temi portanti delle attività preparate assieme al collega Daniele Bernasconi, con la regia di Commitment dell’amico Diego Agostini, al quale fornisco da anni supporto specialistico per questo genere di attività di formazione. Mic

Pagliuzze e travi….

lunedì, 11 ottobre 2010

I nuovi e interessanti luoghi di tutela approvati di recente in vaste zone della Valtellina e non solo (SIC siti di interesse comunitario e ZPS zona di protezione speciale) sono sicuramente un passo avanti per la conservazione dei luoghi alti. Non del tutto convincente è la possibile applicazione di alcuni divieti che potrebbero interessare lo scialpinismo e l’arrampicata. Il basso impatto delle pratiche alpinistiche, paragonato a tutto il resto, non può che rafforzare il detto biblico della pagliuzza e della trave…Mic (servizio RAI 2 al minuto 23’ e 19’’)

Val di Mello: Tempio dell’Eden – Stomaco peloso + Alba del Nirvana

giovedì, 30 settembre 2010

Questo è il periodo più bello per arrampicare in Val di Mello. Quando il fondovalle si fa umido e ombroso, basta raggiungere la base delle strutture illuminate dal sole e ci si trova in un altro mondo. Si arrampica con la giusta temperatura e il miglior “grip”, l’aria è tersa e i colori dell’autunno rendono il tutto ancor più gradevole. Un divertente  condensato, non troppo impegnativo, dell’arrampicata mellica si può trovare lungo la storica placca dello Stomaco Peloso, da combinare con la soprastante via Alba del Nirvana. Mic

Bouldering

lunedì, 27 settembre 2010

Tra i vari sistemi per rimanere in forma con l’arrampicata, il bouldering è a mio avviso quello più divertente ed efficace. Bastano infatti un paio d’ore d’esercizio per una buona dose di “tirate” di dita, avambracci e bicipiti, condite con un necessario impegno tecnico per posizionare correttamente i piedi e gestire i movimenti. Un allenamento molto specifico e motivante,  che ti consente di sceglier la giusta intensità di fatica a seconda dell’umore e della motivazione del momento. Mic

Sculture naturali

lunedì, 20 settembre 2010

“La nostra immaginazione stupisce se guardiamo alle montagne come a monumenti del lento lavorio di immense forze della natura nel corso di innumerevoli millenni”. Leslie Stephens 1871.

In un epoca in cui ancora prevaleva la visione biblica e creazionista del pianeta, le parole  del critico letterario, filosofo e alpinista britannico, padre di Virginia Wolf e primo salitore del monte Disgrazia, appaiono straordinariamente moderne. E’ incredibile il lavoro dell’acqua che, mulinando incessantemente per secoli, ha realizzato la scultura che vedete nella foto, lungo l’alveo del torrente Cormor. Mic

Pareti dello Scerscen

mercoledì, 15 settembre 2010

Uno sterminato parco per l’arrampicata in uno dei luoghi più belli e panoramici della Valmalenco. Per ora una manciata di tiri di stampo sportivo tra le storiche vie clean climbing dei primi anni novanta, tracciate con grande intuito da Popi Miotti e Luca Maspes Rampikino.

Con Rampik ieri abbiamo distrutto gli avambracci sugli atletici muri rossi dello Scerscen, stupendoci ancora una volta della bellezza, quantità  e varietà di queste rocce. Mic

Golden Prestigio

lunedì, 13 settembre 2010

Nuovo Golden Prestigio – Gianni del Ben, Maniago (PN)

Gianni è un energico guaglione, non ancora quarantino, che sceglie i suoi obiettivi alpinistici mediamente al di sotto delle sue reali possibilità. Sarebbe pronto per qualsiasi scalata classica-difficile e da tempo lo ingolosisco con la via Cassin al Badile, ma niente da fare! Lui vuole divertirsi e rilassarsi, del resto non gli importa nulla. Così quando  mi sottopone lo Spigolo Fiorelli alla Sfinge, per dare un po’ di senso a questa salita, che per lui è veramente facile, gli propongo di farla partendo dai Bagni Masino. Solo al mattino, all’ora della partenza, mi rendo conto del  dislivello da coprire: non un grande problema per Gianni, grandissimo cacciatore, abituato alle sfibranti marce di appostamento e di recupero dei selvatici, ma faccenda più delicata per il sottoscritto,da sempre più attratto dal gesto tecnico che dalle lunghe scarpinate. In tre ore e mezza arriviamo alla base della parete e dopo poco più di un’ora di scalata siamo sulla cima, così con un balzo di 1800 metri Gianni raggiunge il traguardo del Golden Prestigio, completando la sua  serie di magnifiche cavalcate nelle Alpi Centrali.

Il diploma e il prezioso omaggio della Casa Vinicola Triacca, una Magnum di vino rosso “Prestigio”, gli verranno consegnati sabato 11 Dicembre 2010 presso il “prestigioso” Bar  Mountainroom sulle piste da sci del Palù-Chiesa Valmalenco. Masescu

Salite Prestigiose di Gianni del Ben:

-Cima Bellavista via normale 3922m

-Pizzo Bernina via normale 4050m

-Monte Disgrazia via normale 3678m

-Spigolo Nord Pizzo Badile m.3308

-Pizzo Gemelli via Ferro da stiro (Valbondasca)

-Pizzo Palù via Kuffner 3906m

-Punta Sfinge 2808m Spigolo Fiorelli

-Luna Nascente (Val di Mello)

Larix park

giovedì, 9 settembre 2010

Larix Park – Livigno

Confesso che ero un po’ prevenuto riguardo a questo parco avventura e me lo immaginavo inserito a pieno titolo tra i cosidetti “non luoghi”, pensando ad uno spazio non identitario, né relazionale, tantomeno storico….Una sorta di piccolo “divertimentificio” tipo mirabilandia o acquafan di montagna. Il lariceto in cui è immerso invece lo contraddistingue e viverlo da una prospettiva diversa, dall’alto, assieme ai bambini è decisamente una bella esperienza…Mic